A Varese si gioca sul campo di San Fermo
Il suono secco della mazza che impatta la palla risuona nitido nell'aria di San Fermo. Tra la terra battuta e l'erba del campo di via Sette Termini a Varese, il gioco entra subito nel vivo: scatti rapidi verso le basi, cori d'incoraggiamento che mescolano italiano e spagnolo, e attorno al diamante il tifo caloroso di famiglie e appassionati. È l'energia travolgente del softball, una disciplina che trasforma ogni partita in una giornata di festa, inclusione e sport.
Considerato la variante amatoriale e accessibile del baseball – lo sport nazionale di molti Paesi dell'America Latina –, il softball sta conquistando uno spazio sempre più importante anche in Italia. A Varese la risposta è stata immediata, soprattutto da parte delle donne, che oggi rappresentano la maggioranza delle praticanti in città. «Ma se i ragazzi vogliono partecipare sono i benvenuti», ci tiene a precisare il presidente Ricardo Acevedo, che annuncia anche un'importante novità per la nuova stagione: ad aprile prenderà il via una squadra di baseball interamente dedicata ai bambini.
Rientrato ufficialmente tra le discipline olimpiche a Tokyo 2020, il softball differisce dal baseball tradizionale per alcuni dettagli fondamentali: la palla ha dimensioni maggiori ed è leggermente più leggera, il lancio avviene dal basso verso l'alto e le dimensioni del campo sono più contenute, rendendo l'azione dinamica e adatta a tutte le età.
Sebbene sia ancora poco conosciuto dal grande pubblico, questo sport ha radici solide nel Varesotto, dove ha iniziato a diffondersi nel 2011 a Marchirolo, per poi trasferirsi nel marzo 2012 a Malnate con una formazione femminile. Dal 2013, la squadra Varese Family, affiliata alla UISP, ha trovato la sua casa definitiva nell'impianto di San Fermo. Attualmente le attività all'aperto sono in pausa stagionale, ma i motori torneranno ad accendersi a marzo per disputare il campionato nazionale che vede protagoniste le comunità dominicane in Italia.
Oggi la rosa della Varese Family – affiliata alla Uisp - conta 18 giocatori dai 18 anni in su, ma si registra una presenza sempre più numerosa di giovanissimi che hanno trovato nel diamante di via Sette Termini un luogo sano dove divertirsi, fare gruppo e incanalare le proprie energie.
Per chi volesse avvicinarsi a questo sport o semplicemente provare un allenamento, il punto di riferimento resta il presidente Ricardo Acevedo Montero: «Con le partite della domenica abbiamo creato una comunità molto unita e sentiamo con piacere l’appoggio del sindaco Davide Galimberti. Il nostro sport è un modo per tenere occupati i ragazzi e non far perdere loro la passione per il baseball, che è il nostro sport nazionale. Quando vengono al campo a vedere le partite, tutti i dominicani si sentono davvero a casa».
Un progetto che travalica l'aspetto agonistico per diventare un fondamentale presidio sociale e formativo. «Da quando abbiamo iniziato a oggi – prosegue Acevedo – i nostri ragazzi sono migliorati tantissimo anche dal punto di vista umano. Fin dall'inizio il mio vero scopo è stato questo: far andare avanti lo sport e trasmettere questi valori».
Per ulteriori informazioni, scrivere all'indirizzo e-mail: ricardoacevedo0@gmail.com.
